Prefazione

Era un anno che non scrivevo e, di questo, sono qui a scusarmi con tutti voi, anche se forse nessuno se ne sarà accorto. Avevo bisogno di una pausa, dopo anni di progettazione intensa. Sono sincero, mi erano venute meno motivazione e un po’ di nausea, per una sfrenata corsa alla visibilità che non mi appartiene.
Non me ne vergogno. Ho sempre scritto sul blog con il cuore, non per una logica di programmazione commerciale. Certo, ho continuato a studiare e a migliorare la mia efficacia professionale ma mi mancava quel pezzo di emozione proprio della prima parte della mia avventura con Procedure Pronte.
In questo articolo, sento di raccontarmi e di confrontarmi con voi sugli effetti e i cambiamenti che sta producendo la prima pandemia della storia: Covid-19.

Covid-19

La prima pandemia della storia

La pandemia da Covid-19 la prima nella storia, è arrivata come una scarica di pugni nello stomaco e ai fianchi, una scazzottata che mi ha messo al tappeto al primo round. L’arbitro ha fatto partire il countdown sulla mia faccia e proprio quando mancavano uno o due secondi, ho avuto la forza di guardare in alto e rialzarmi a fatica sulle gambe.
Solo così ho capito, ancora intontito dai pugni dell’isolamento, che qualcosa di epocale stava avvenendo: in pochi giorni Covid-19 ha mandato indietro le lancette del tempo, trasformando il nostro ieri in un passato remoto lontano.
In queste ore, scorro nella galleria del mio smartphone le fotografie di me che rido felice: mi sento ridicolo e inadeguato; l’estate 2019, sembra l’estate di 20 anni fa, l’evento aziendale di dicembre sembra quello di cinque anni fa, le partite a calcetto con gli amici di febbraio, sono quelle della mia infanzia, non quelle di un mese fa.
Il passato prossimo è diventato remoto e comunque si risolverà questa situazione (speriamo bene), essa, nella mia percezione, segna la fine del mondo sociale nel quale ho vissuto tutta la mia vita. Sento che rappresenta la fine di un’epoca, un passaggio che mai avrei pensato di vivere in prima persona: lo temevo per mia figlia, per il suo futuro, non per il suo e il nostro presente.
Molti di noi, si stanno interrogando sul prima e sul dopo, ipotizzando il nuovo corso sociale, la nuova era e si domandano come sarà la società post pandemia.

Nulla sarà come prima: sarà vero?

Ho la sensazione che siamo già nel post o quanto meno sta prendendo forma una nuova era; sì, purtroppo va detto, ogni cambiamento avviene con accelerazioni improvvise, anche mentre molta gente sta soffrendo e morendo negli ospedali di tutto il mondo. Una nuova fase economica, culturale e relazionale sta già nascendo e nulla sarà come prima, almeno questa è la mia sensazione, corredata da non pochi dubbi in proposito.
Si era già detto dopo le grandi guerre del secolo scorso, dopo la comparsa del virus HIV, dopo la grande depressione del 2007-2008.
In realtà, appena tutto era passato, siamo tornati a fare quel che facevamo prima, anzi peggio, visto che, nonostante l’esperienza vissuta, abbiamo continuato a perseverare in comportamenti irresponsabili. Le guerre dunque sono finite? No. L’HIV ha quindi cambiato le abitudini sessuali di molti giovani o di adulti che hanno perso amici e parenti a causa dell’AIDS? No. E la finanza? Abbiamo cambiato, infine, abitudini o abbiamo esasperato e stressato noi stessi con troppo tutto? Prodotti, soldi, esposizione di se stessi. Quella che alcuni, in modo corretto, definiscono “la società del troppo”?

Per prima… la velocità

Nel giro di un mese Covid-19 ci ha proiettato nella fantascienza. E’ riuscito laddove l’uomo non era stato capace da solo. Oggi il nostro modo di vivere precedente ci appare obsoleto e non più l’unico modo, anzi forse quello sbagliato.
Città silenziose, frontiere chiuse, voli che fino a ieri apparivano indispensabili, oggi ci appaiono quasi inutili. Diciamolo: siamo costretti a ripensare a tutto, a riscoprire l’importanza di essere veloci e cambiare, adattarsi, in modo anche resiliente, ad un cambiamento epocale: in pochi giorni, non è un’ipotesi, è già accaduto, sta già accadendo.

Poi… la capacità di decidere

Il passaggio all’era digitale comporta decisioni veloci e capacità di determinazione. Il pensiero deve essere pragmatico e solido con processi decisionali rapidi. Questo vale per il Presidente del Consiglio, per la casalinga e per l’imprenditore, per chiunque.
Non è fretta, è una competenza fondamentale. Certo, si può sbagliare e questo è un rischio ma l’immobilismo rischia di farti annegare. Quando l’acqua si alza, siamo costretti a nuotare.

E ancora…la consapevolezza digitale

In questo scenario, ci stiamo rendendo conto che quello che stiamo facendo ora, da tempo era già nelle nostre corde. Video lezioni, Skype, Google Hangouts, smart working, formazione a distanza che abbatte costi, rischi di viaggio in auto, tempi di spostamento. Erano trent’anni che si parlava di questo e sembrava impossibile. Ora tutti in home banking o ad utilizzare la firma digitale. No, credetemi, non si tornerà più indietro. Erano solo le nostre resistenze ad impedirci di cambiare.

..e infine la capacità relazionale

In questi giorni ho sentito più ti voglio bene e come stai? che mai nella mia vita. Sarà un punto di non ritorno o avremo finalmente capito che l’altro esiste e ha solo bisogno di attenzione? Forse ripenseremo al concetto di superfluo.

Conclusioni – Le resistenze al cambiamento e la scomparsa degli alibi

E’ dura ammetterlo ma Covid-19, se ci darà tregua, ha raggiunto un risultato mai ottenuto dall’uomo. Farci capire che nulla è impossibile e che come diceva lo splendido alpinista e scrittore Walter Bonatti “la montagna più alta è dentro di noi…”.
Chi mai avrà il coraggio, d’ora in poi, di dire che una riunione online non si può fare, chi mai potrà dire d’ora in poi che la formazione online non ha pathos, quando nella realtà ridi e scherzi più che dal vivo anche nell’aula virtuale. No, nessuna giustificazione o alibi sarà più credibile. In pochi giorni l’uomo si è adattato come genere, certo ancora molti viaggiano in retromarcia ma quando l’acqua sarà ancora più alta, toccherà a chi è già mutato andare a tendere un braccio per non fare affogare l’altro e portare chi è più indietro in una fase nuova…
Intanto restiamo a casa e rendiamoci utili come mai abbiamo fatto nella nostra vita…precedente. #iorestoacasa

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Leggi anche Quando il cambiamento è faticoso di Domenica Linda Mazzanti. Clicca qui

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4 Comments

  • alessandra fabbri

    Ciao, sono anni che sento i miei maestri dire non c’è più tempo,
    Che, si cambia oppure si muore…
    Sembrava Solo Un Modo Di DIRE, e invece eccoci qua!
    UN Unica Verità, tendi la mano all altro, perché nell’altro troverai te stesso…
    La solitudine per guardare le nostre ombre,e amare anche il nostro “nemico” per evolvere ❤️

  • Domenica Linda Mazzanti

    Grazie Paolo, ci dai sempre la possibilità di ragionare sulla vita e gli eventi che questa ci porta! Come dici te ora sta a noi nuotare e anche bene! Buona giornata.. Linda

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