L’uso di procedure e modelli

L’uso di modelli nella professione e nella vita è utilizzato in 2 modi diversi: in Europa si tende a «leggere con attenzione prima il modello teorico, solo dopo si prova, si sbaglia, si analizza, si ripete il tentativo, migliorando il modello stesso». Nella cultura anglosassone, più pragmatica, invece si  predilige il comportamento «trial and error: prima si agisce, si sbaglia, se ne trae un insegnamento, si costruisce il modello appropriandosi della teoria, si torna infine a provare aggiornando le versioni del modello».

Procedure

Le origini

Nel 1994, Paolo Morabito e Domenica Linda Mazzanti, conoscono la metodologia «trial and error» e iniziano il loro percorso esperienziale. Da quell’anno fino al 1996 proseguono insieme, utilizzando la metodologia trial and error nel settore Retail e iniziando la raccolta di casi esperienziali commerciale B2C.
Nel 1996, pur continuando un solido sodalizio, Paolo Morabito intraprende la strada di consulente trial and error B2B che ancora oggi svolge, Domenica Linda Mazzanti resta nel settore B2C ma le 2 esperienze congiunte sono anche oggi sinonimo di qualità e un valore aggiunto per i progetti.

Come nasce una procedura

Fin dal 1994, ogni contatto, ogni caso è stato da entrambi «registrato e archiviato» prima attraverso l’uso di questionari, di report e di strumenti avanzati di analisi cartacei, poi con l’avanzare delle tecnologie e l’avvento dirompente degli strumenti informatici, attraverso l’utilizzo di file digitali. Mazzanti ha costruito l’archivio delle procedure Retail e B2C, Morabito si è dedicato all’archivio B2B. L’archiviazione ha consentito di elaborare statistiche, senza le quali il modello non potrebbe esistere ed essere approvato.
Lo sviluppo di questi archivi è a tutt’oggi in essere. La metodologia seguita parte dai presupposti che qui sotto elenchiamo:

  1. Situazione da affrontare e risolvere.
  2. Tentativi ripetuti nel tempo (trial).
  3. Successi parziali ed errori.
  4. Analisi chiavi di successo ed errori (Strengths and error).
  5. Estrazione chiavi di successo.
  6. Teorizzazione. (estrarre dalla pratica le regole teoriche in base ad una statistica fondata sulle chiavi di successo)
  7. Creazione del modello pilota.
  8. Applicazione modello pilota con le chiavi di successo. (nei nostri modelli sono contenute le chiavi di successo dei tentativi già fatti – ogni modello prevede una serie di tentativi  differenti prima di assumere forma definitiva)
  9. Eventuale avanzamento versioni progressive.

Le statistiche

Anche noi dunque siamo partiti da alcuni modelli ispiratori. Non  siamo,  dunque,  partiti  dalla  teoria  ma  da  un  modello  già sperimentato, risultato finale di una serie di tentativi. Li abbiamo utilizzati noi per primi, li abbiamo consigliati, altri li hanno utilizzati, in un circolo virtuoso questo ha prodotto una evoluzione che non ha sconfessato il modello originario. Per avere una statistica attendibile, prima di essere corretto, un modello deve essere applicato per  almeno 200  casi  o  per  un  tempo  definito e concordato al fine di estrarre le chiavi di successo.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti sulle procedure, leggi anche qui

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